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Gli Sponsor

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Presidente di Giuria: Stefan
Bortoli.
Giudici di Categoria: Claudio
Frontali e Domenico Lagonigro.
Tracciatore: Attilio
Munari e Lukas Goller.
Direttore di gara: Alex
Rainer (Tel. 348-3389993,
dolomitarena@dnet.it
, www.dolomitarena.it)
La gara.
Grande manifestazione sportiva
a Sesto di Val Pusteria.
Il bellissimo impianto del
Dolomitarena ospita infatti la seconda prova di Coppa Italia Difficoltà
di Arrampicata Sportiva.
E’ la prima volta dalla
sua costruzione, avvenuta tre anni fa, che questa megastruttura alta 16
metri, una delle più belle in Italia, vede cimentarsi sulle proprie
pareti i migliori atleti italiani.
Possiamo proprio dire che
ci sono tutti: come raramente avviene, i venti più forti arrampicatori
italiani sono presenti, forse anche attirati dalla curiosità di
gareggiare su quella che viene riconosciuta unanimemente come una delle
strutture più adatte ad esprimere il potenziale degli atleti di
alto livello, quelli che si allenano quotidianamente per attingere i limiti
di questo sport.
Inoltre la gara rappresenta
per gli atleti della Squadra Nazionale un ottimo test in vista dei Campionati
del Mondo Assoluti che si terranno fra dieci giorni a Winterthur in Svizzera.
Alcuni addirittura si giocano
la convocazione e quindi sono al massimo della forma e deliziano il pubblico
che, col naso all’insù, resta a bocca aperta di fronte alle incredibili
evoluzioni che si svolgono sopra la propria testa.
Nonostante il debutto dell’organizzazione,
guidata dall’ottimo Alex Rainer, tutto fila perfettamente liscio, anche
grazie all’ottimo lavoro dei tracciatori Attilio Munari e Lukas Goller,
che hanno creato delle vie stupende e perfettamente calibrate al livello
degli atleti.
Ma ricominciamo dall’inizio.
Il sabato pomeriggio l’impianto
accoglie le qualificazioni maschili, necessarie per definire la quota di
atleti che la domenica mattina si aggiungeranno ai prequalificati di diritto
alle semifinali.
Fra questi c’è Christian
Sordo, l’eroe di casa, un giovane di grandi speranze che sta scalando le
graduatorie nazionali, sicuramente una delle migliori promesse a livello
maschile.
Nessun problema per lui
come per altri quattro atleti a terminare entrambe le vie di qualificazione.
Con loro altri 11 atleti a completare la quota dei 16 che, aggiunti ai
15 prequalificati, si presentano domenica mattina alle semifinali.
Contemporaneamente a quella
maschile si svolge la semifinale femminile.
Entrambe le categorie affrontano,
affiancate, la parete più lunga, un vero viaggio molto vario che
per i maschi è ben oltre i 20 metri.
Per loro, ad una prima parte
su placca quasi verticale, segue un ostico traverso sotto al tettino centrale
che miete qualche vittima. I migliori proseguono su di una sezione strapiombante
che accede alla prua centrale della struttura, con prese ricavate direttamente
sul pannello. Per accedere alla finale è necessario superare anche
questa parte che prelude ad un bel traverso sotto ad un tetto, per poi
uscire sulla placca nella parte alta della struttura. Gli atleti si sgranano
lungo il percorso fino all’ultima presa, che viene raggiunta solo da due
atleti, Bernardino Lagni e Luca Zardini. Subito sotto Donato Lella, Flavio
Crespi e Alberto Gnerro e poi a seguire Cristian Brenna, Giacomo Cominotti,
Christian Sordo (fra le ovazioni del pubblico di casa), Luigi Billoro e
Daniele De Candido.
Poche sorprese per i risultati
quindi, con i migliori che confermano il loro livello, fatta eccezione
per il solo Luca Giupponi, fra gli atleti della Nazionale, che non riesce
ad accedere alla finale, ingannato dalla sequenza sulla prua centrale della
struttura e anche per Mathias Schmidl, reduce da un ottimo 5° posto
nella 1° prova a Campitello in Val di Fassa e, con Sordo, il più
forte atleta alto-atesino, che termina la sua prova alle spalle di Giupponi,
al 13° posto.
Fra le donne, alle spalle
della solita Jenny Lavarda (la diciassettenne vicentina ormai da qualche
anno incontrastata numero uno in Italia) troviamo Luisa Iovane, mito vivente
dell’arrampicata italiana con alle spalle 16 anni di attività agonistica
e Valentina Garavini, 15 anni di Ravenna, la promessa giovanile più
interessante, considerato che la Jenny non è certo più una
promessa.
Conquistano la finale anche
Lisa Benetti, Claudia Salvadori, Stefania De Grandi, Giovanna Passerini
e Cinzia Donati.
Grande attesa quindi per
le finali del pomeriggio, tracciate sulla bella parte strapiombante della
struttura.
Partono prima le donne,
che rispettano fedelmente il pronostico. Forse i tracciatori hanno leggermente
sottovalutato il loro potenziale su di un percorso molto fisico ed abbiamo
tre atlete, la Jenny, la Iovane e la Benetti, che completano la via e che
vengono spareggiate sul risultato della semifinale dove solo la Jenny aveva
conquistato il top e dove la Iovane aveva sopravanzato la Benetti. Fotocopia
della classifica di un mese fa alla già citata prima prova di Campitello,
che rispecchia gli attuali valori in campo.
Come per la finale femminile
anche per quella maschile l’ordine di partenza segue l’ordine inverso della
classifica di semifinale.
La via è davvero
bella, dura come si conviene ad una finale di questo livello. Tutti gli
atleti arrivano all’uscita del “bombé” della parte centrale. Qui
c’è un bloccaggio molto duro per andare a prendere una presa sulla
placca seguente. La cosa non riesce ai primi quattro atleti in gara, fra
i quali Sordo che, riuscendo a toccare la presa, si assicura un ottimo
7° posto finale.
Tutti gli atleti più
quotati proseguono. Zardini si deve arrendere poco dopo sul passaggio che
accede ad un traverso, attacco per la placca finale. Su questa cedono Gnerro
e tre prese sopra Brenna, mentre Crespi arriva a toccare la penultima presa
della via. Lella però è più bravo toccando il presone
finale ma non riesce a tenerlo mentre Lagni bissa la catena della semifinale
con un risultato imperiale che lo conferma ai vertici nazionali dopo il
titolo di Coppa Italia riportato l’anno scorso e gli ottimi piazzamenti
fra i primi nelle gare internazionali. Bravissimi Lella e Crespi, che con
questa prestazione staccano il biglietto per Winterthur. Brenna non è
certamente al 100%, essendo impegnato a conquistare un risultato di prestigio
ai prossimi mondiali, come forse anche Gnerro, atleti già convocati
per il Campionato Mondiale. Grande delusione invece per Zardini che purtroppo
dovrà rinunciare al grande appuntamento. L’Italia paga lo scotto
di una sovrabbondanza di atleti maschili di alto livello in questa specialità
che concede gli stessi pochi posti per tutte le federazioni. Siamo sicuri
che il cortinese avrà modo di rifarsi alla prima occasione che non
mancherà, considerata la ricchezza del calendario internazionale.
L’organizzazione di gara
ha avuto il privilegio di avere ospite il Presidente federale che, alla
presenza del Sindaco di Sesto, ha premiato tutti gli atleti.
Va così in archivio
una bellissima gara che ha dimostrato l’idoneità di questo impianto
ad accoglierne altre, con grande soddisfazione di pubblico e atleti.
Vivissimi complimenti e
ringraziamenti a tutto lo staff, guidato, come detto, dal boss dell’impianto
Alex Rainer, ai tracciatori ed ai giudici di gara.
Arrivederci presto sotto
queste pareti.
La classifica della Coppa Italia difficoltà 2001 aggiornata.
Le foto.
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