SECONDA PROVA DELLA COPPA ITALIA DIFFICOLTA' 2001
Sesto di Pusteria
25 e 26 agosto 2001
 
 

Gli Sponsor

Presidente di Giuria: Stefan Bortoli.
Giudici di Categoria: Claudio Frontali e Domenico Lagonigro.
Tracciatore: Attilio Munari e Lukas Goller.
Direttore di gara: Alex Rainer (Tel. 348-3389993, dolomitarena@dnet.it , www.dolomitarena.it)

La gara.
Grande manifestazione sportiva a Sesto di Val Pusteria.
Il bellissimo impianto del Dolomitarena ospita infatti la seconda prova di Coppa Italia Difficoltà di Arrampicata Sportiva.
E’ la prima volta dalla sua costruzione, avvenuta tre anni fa, che questa megastruttura alta 16 metri, una delle più belle in Italia, vede cimentarsi sulle proprie pareti i migliori atleti italiani.
Possiamo proprio dire che ci sono tutti: come raramente avviene, i venti più forti arrampicatori italiani sono presenti, forse anche attirati dalla curiosità di gareggiare su quella che viene riconosciuta unanimemente come una delle strutture più adatte ad esprimere il potenziale degli atleti di alto livello, quelli che si allenano quotidianamente per attingere i limiti di questo sport.
Inoltre la gara rappresenta per gli atleti della Squadra Nazionale un ottimo test in vista dei Campionati del Mondo Assoluti che si terranno fra dieci giorni a Winterthur in Svizzera.
Alcuni addirittura si giocano la convocazione e quindi sono al massimo della forma e deliziano il pubblico che, col naso all’insù, resta a bocca aperta di fronte alle incredibili evoluzioni che si svolgono sopra la propria testa.
Nonostante il debutto dell’organizzazione, guidata dall’ottimo Alex Rainer, tutto fila perfettamente liscio, anche grazie all’ottimo lavoro dei tracciatori Attilio Munari e Lukas Goller, che hanno creato delle vie stupende e perfettamente calibrate al livello degli atleti.
Ma ricominciamo dall’inizio.
Il sabato pomeriggio l’impianto accoglie le qualificazioni maschili, necessarie per definire la quota di atleti che la domenica mattina si aggiungeranno ai prequalificati di diritto alle semifinali.
Fra questi c’è Christian Sordo, l’eroe di casa, un giovane di grandi speranze che sta scalando le graduatorie nazionali, sicuramente una delle migliori promesse a livello maschile.
Nessun problema per lui come per altri quattro atleti a terminare entrambe le vie di qualificazione. Con loro altri 11 atleti a completare la quota dei 16 che, aggiunti ai 15 prequalificati, si presentano domenica mattina alle semifinali.
Contemporaneamente a quella maschile si svolge la semifinale femminile.
Entrambe le categorie affrontano, affiancate, la parete più lunga, un vero viaggio molto vario che per i maschi è ben oltre i 20 metri.
Per loro, ad una prima parte su placca quasi verticale, segue un ostico traverso sotto al tettino centrale che miete qualche vittima. I migliori proseguono su di una sezione strapiombante che accede alla prua centrale della struttura, con prese ricavate direttamente sul pannello. Per accedere alla finale è necessario superare anche questa parte che prelude ad un bel traverso sotto ad un tetto, per poi uscire sulla placca nella parte alta della struttura. Gli atleti si sgranano lungo il percorso fino all’ultima presa, che viene raggiunta solo da due atleti, Bernardino Lagni e Luca Zardini. Subito sotto Donato Lella, Flavio Crespi e Alberto Gnerro e poi a seguire Cristian Brenna, Giacomo Cominotti, Christian Sordo (fra le ovazioni del pubblico di casa), Luigi Billoro e Daniele De Candido.
Poche sorprese per i risultati quindi, con i migliori che confermano il loro livello, fatta eccezione per il solo Luca Giupponi, fra gli atleti della Nazionale, che non riesce ad accedere alla finale, ingannato dalla sequenza sulla prua centrale della struttura e anche per Mathias Schmidl, reduce da un ottimo 5° posto nella 1° prova a Campitello in Val di Fassa e, con Sordo, il più forte atleta alto-atesino, che termina la sua prova alle spalle di Giupponi, al 13° posto.
Fra le donne, alle spalle della solita Jenny Lavarda (la diciassettenne vicentina ormai da qualche anno incontrastata numero uno in Italia) troviamo Luisa Iovane, mito vivente dell’arrampicata italiana con alle spalle 16 anni di attività agonistica e Valentina Garavini, 15 anni di Ravenna, la promessa giovanile più interessante, considerato che la Jenny non è certo più una promessa.
Conquistano la finale anche Lisa Benetti, Claudia Salvadori, Stefania De Grandi, Giovanna Passerini e Cinzia Donati.

Grande attesa quindi per le finali del pomeriggio, tracciate sulla bella parte strapiombante della struttura.
Partono prima le donne, che rispettano fedelmente il pronostico. Forse i tracciatori hanno leggermente sottovalutato il loro potenziale su di un percorso molto fisico ed abbiamo tre atlete, la Jenny, la Iovane e la Benetti, che completano la via e che vengono spareggiate sul risultato della semifinale dove solo la Jenny aveva conquistato il top e dove la Iovane aveva sopravanzato la Benetti. Fotocopia della classifica di un mese fa alla già citata prima prova di Campitello, che rispecchia gli attuali valori in campo.

Come per la finale femminile anche per quella maschile l’ordine di partenza segue l’ordine inverso della classifica di semifinale.
La via è davvero bella, dura come si conviene ad una finale di questo livello. Tutti gli atleti arrivano all’uscita del “bombé” della parte centrale. Qui c’è un bloccaggio molto duro per andare a prendere una presa sulla placca seguente. La cosa non riesce ai primi quattro atleti in gara, fra i quali Sordo che, riuscendo a toccare la presa, si assicura un ottimo 7° posto finale.
Tutti gli atleti più quotati proseguono. Zardini si deve arrendere poco dopo sul passaggio che accede ad un traverso, attacco per la placca finale. Su questa cedono Gnerro e tre prese sopra Brenna, mentre Crespi arriva a toccare la penultima presa della via. Lella però è più bravo toccando il presone finale ma non riesce a tenerlo mentre Lagni bissa la catena della semifinale con un risultato imperiale che lo conferma ai vertici nazionali dopo il titolo di Coppa Italia riportato l’anno scorso e gli ottimi piazzamenti fra i primi nelle gare internazionali. Bravissimi Lella e Crespi, che con questa prestazione staccano il biglietto per Winterthur. Brenna non è certamente al 100%, essendo impegnato a conquistare un risultato di prestigio ai prossimi mondiali, come forse anche Gnerro, atleti già convocati per il Campionato Mondiale. Grande delusione invece per Zardini che purtroppo dovrà rinunciare al grande appuntamento. L’Italia paga lo scotto di una sovrabbondanza di atleti maschili di alto livello in questa specialità che concede gli stessi pochi posti per tutte le federazioni. Siamo sicuri che il cortinese avrà modo di rifarsi alla prima occasione che non mancherà, considerata la ricchezza del calendario internazionale.

L’organizzazione di gara ha avuto il privilegio di avere ospite il Presidente federale che, alla presenza del Sindaco di Sesto, ha premiato tutti gli atleti.
Va così in archivio una bellissima gara che ha dimostrato l’idoneità di questo impianto ad accoglierne altre, con grande soddisfazione di pubblico e atleti.
Vivissimi complimenti e ringraziamenti a tutto lo staff, guidato, come detto, dal boss dell’impianto Alex Rainer, ai tracciatori ed ai giudici di gara.
Arrivederci presto sotto queste pareti.

Le classifiche.

La classifica della Coppa Italia difficoltà 2001 aggiornata.

Le foto.