Roberto Bagnoli
Laurea in Scienze Motorie
Corso di Teoria dell’Allenamento
ABSTRACT
TESI
LE BASI DELLA PREPARAZIONE IN
ARRAMPICATA SPORTIVA
E’ evidente la necessità
attuale di trovare una linea metodologica valida ed accettabile da un punto di
vista scientifico per lo sviluppo prestativo dell’arrampicatore. Ancor oggi
molti arrampicatori d’elite seguono metodologie diverse,
frutto più della sperimentazione pratica su se stessi che di una
valutazione obiettiva delle reali richieste prestative. Con questo lavoro ho
cercato di legittimare la scelta di determinate linee metodologiche cercando di
basarmi il più possibile sull’osservazione del modello di gara al fine
di delineare le caratteristiche essenziali del modello
prestativo riferito all’arrampicata sportiva. Nel lavoro sono stati quindi
presi in esame quei mezzi d’allenamento appositamente studiati per
l’arrampicata: dobbiamo comunque asserire che niente è
in grado di sostituirsi alla “parete” (unico mezzo sul quale è possibile
riprodurre fedelmente il gesto specifico) e che gli stimoli di adattamento più
marcati e significativi possono essere raggiunti solo se l’ “attrezzo” di gara
viene continuamente inserito nella programmazione del training. Sulla
programmazione l’intento è stato quello di cercare di suddividere metodologie
d’approccio differenziate a seconda del livello
prestativo dello scalatore: molto spesso infatti nei libri dell’attività motorio-sportiva non si tiene conto delle esigenze degli
atleti di minore qualificazione che comunque desiderano progredire nella loro
disciplina. Ho anche sottolineato che la prestazione
dipende dall’integrazione ottimale di tutte le qualità dello scalatore
(fisiche, tecniche, tattiche e mentali) nonché dell’importanza dell’approccio
alla gara: non dobbiamo dimenticare che decisione, autocontrollo,
concentrazione, coraggio, perseveranza, volontà e attenzione sono tutte
componenti che delineano il carattere dell’atleta e che emergono sia in gara
che in allenamento tanto da interferire in positivo o in negativo sugli effetti
dei carichi di lavoro. Sarebbe opportuno quindi, per atleti di
alta qualificazione (e non solo, o più in generale per tutti coloro che
prendono parte alle competizioni), improntare l’allenamento anche tenendo in
considerazione questi importanti aspetti psicologici, in modo da non limitare
lo sviluppo del potenziale prestativo alle sole qualità fisico-atletiche.
E’ in questa direzione, cioè verso un allenamento
integrato e globale, che dovrebbe essere indirizzata la programmazione
annuale dell’atleta d’elite, non dimenticando che lo stato fisiologico e quello
cognitivo sono strettamente collegati e reciprocamente influenzabili. Una parte
del lavoro è dedicata all’allenamento giovanile; in questo contesto
ho voluto solamente ribadire alcune linee guida che sono per lo più accattate
da tutto il mondo sportivo: nel periodo pre-pubere, grande multilateralità
ed esperienze il più possibile diverse da un punto di vista motorio; in seguito
avvio lento e graduale alla specializzazione tenendo presente che fino all’età
dello sviluppo il principale mezzo di progressione deve essere rappresentato
proprio dalle pareti d’arrampicata (gesto specifico). Ho anche ribadito l’importanza della partecipazione dei giovani
atleti alle gare dei vari circuiti regionali e nazionali, proprio per il forte
stimolo formativo che esse apportano ed anche perché è solo attraverso
l’attività “sul campo” che si ampliano considerevolmente il bagaglio motorio e
di esperienze, necessario per affrontare con la giusta cognizione le gare in età
adulta.
Ampio spazio è stato
dato alla ricerca scientifica, dove si sottolinea
il contributo che fino ad oggi ha dato affinché certi aspetti di questa
disciplina potessero essere indagati e compresi; ovviamente la ricerca non ha
limite e sicuramente molto del lavoro è ancora da fare. Ad ogni modo, è solo
attraverso questa via, cioè quella dell’analisi
scientifica, che possiamo dare un contributo reale alla crescita di questo
sport.
Viene di seguito
riportato l’indice dei capitoli della tesi.
Introduzione 1 Caratteristiche generali della disciplina 1.1 definizione della disciplina 1.2 cenni al regolamento di gara 2 Aspetti diagnostici 2.1 descrizione generale dell’azione 2.2 il fattore tempo 2.3 il fattore intensità 2.4 il ruolo della muscolatura: tempi e modi di contrazione 2.4.1 la muscolatura della prensione 3 I fattori della prestazione in arrampicata 3.1 la condizione genetica 3.2 le altre componenti 3.3 approfondimento sulle componenti
bio-energetiche 3.3.1 il comportamento delle fibre muscolari 3.3.2 prestazione e fonti energetiche in
arrampicata 4 Discussione sulla documentazione scientifica: la ricerca in arrampicata 4.1 lo studio dei
meccanismi energetici e muscolari 4.1.2-4.1.7 prima-settima
ricerca 4.2 considerazioni conclusive 5 Teoria della prestazione applicata all’arrampicata sportiva 6 Le componenti organico-muscolari:
la forza e la resistenza in arrampicata 6.1 premessa 6.2 la forza 6.2.1 l’importanza dello sviluppo della
forza massima nell’arrampicata 6.2.2 i fattori che determinano la
capacità di forza 6.2.3 la regolazione della forza
muscolare e la coordinazione intermuscolare 6.2.4 tipi di contrazione muscolare e
loro influenza sullo sviluppo della forza 6.3 la resistenza 7 I mezzi di allenamento 7.1 differenze tra gli strumenti di lavoro 7.1.1 le pareti d’arrampicata 7.1.2 il muro boulder 7.1.3 la trave (o totem) 7.1.4 il campus board 7.2 la specificità degli
strumenti di allenamento 7.2.1 gli esercizi generali d’allenamento 7.2.2 gli esercizi semi-specifici d’allenamento 8.1 lo sviluppo della
forza 8.1.1 lo sviluppo della
forza al muro boulder 8.1.2 lo sviluppo della
forza alla trave 8.1.3 lo sviluppo della
forza al campus board 8.2 lo sviluppo della
resistenza 8.2.1 lo sviluppo della
resistenza al muro boulder 8.2.2 lo sviluppo della
resistenza alla trave 8.3 la forza resistente 9.1 carico e recupero; adattamento
e sovrallenamento 9.2 specificità dell’allenamento e carichi di lavoro 9.3 progressività dei mezzi e dei metodi di allenamento 9.3.1 la progressività nella scelta dei mezzi di allenamento 9.3.2 la progressività nella scelta dei metodi di allenamento 10 Organizzazione dell’allenamento (la seduta, la settimana, i
periodi) 10.1 la seduta 10.1.1 sedute a
carattere multilaterale e unilaterale 10.1.2 contenuti delle
sedute di allenamento 10.1.3 i regimi di lavoro all’interno delle
sedute (la dominante) 10.2 la settimana 10.2.1 linee metodologiche per l’impostazione della settimana d’allenamento 10.3 i periodi d’allenamento (la preparazione in
vista della competizione e del periodo di gara) 10.3.1 la periodizzazione per l’arrampicata
secondo G. Cometti 10.3.2 la programmazione
per il principiante, l’intermedio, l’evoluto 11.1 caratteristiche generali 11.2 tipologie di test per l’arrampicata 12 Linee guida per lo sviluppo della
prestazione dei giovani (6-19 anni) 13.1 principi del Mental
Training (Allenamento Mentale) 13.1.1 le abilità di base 13.1.2 le abilità superiori 13.1.3 la zona di energia
ottimale (ZEO) 13.2 l’allenamento mentale nell’arrampicata (da Gullich, Kubin) 14 Conclusioni Appendice Elettrostimolazione e arrampicata: riflessioni
7.2.3 gli esercizi specifici d’allenamento
8 Esempi di applicazioni pratiche
9 Alcuni
principi dello sviluppo della prestazione
11 I test
13 Sull’allenamento
dei fattori mentali della prestazione
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