CAMPIONATI EUROPEI MILITARI
IMST (AUT) – 22 – 24 maggio 1999

Bellissima affermazione dei nostri atleti militari ai Campionati Europei Militari, svoltisi ad Imst, in Austria, dal 22 al 24 maggio.
Tre dei cinque azzurri, arruolati nei vari gruppi sportivi militari, decidevano di partecipare a questa competizione, pur se collocata in maniera infelice nel calendario di quest’anno, a soli quattro giorni dalla seconda prova di Coppa del Mondo a Lipsia.
Pur se abbandonati completamente al loro destino da una federazione nella bufera, che conferma ogni volta quanto di male si può dire di lei e che non ha ritenuto di inviare nemmeno un tecnico a tutelarne gli interessi, i nostri hanno praticamente sbancato l’appuntamento europeo, aggiudicandosi i primi tre posti nella velocità e tre dei primi quattro posti nella difficoltà, probabilmente per un grossolano errore arbitrale che li ha privati di un "en plein" anche nella difficoltà.
Bravissimo Christian Core delle Fiamme Oro che riporta il titolo sia nella difficoltà sia nella velocità.  Secondo in entrambe le specialità, Riccardo Scarian delle Fiamme Gialle.
Luca Giupponi, terzo nella velocità, viene probabilmente privato di un sacrosanto secondo posto per un "fantomatico piede su di uno spit" che ha lasciato perplesso più di qualcuno e molto amareggiato il trentino.
Se ce ne fosse stato bisogno i nostri atleti, che hanno anche approfittato della scarsa partecipazione dei big internazionali, hanno comunque confermato il loro assoluto livello e la loro versatilità in grado di farli esprimere degnamente in tutte le specialità (non dimentichiamo che sono tutti e tre fortissimi anche nelle gare di boulder).
Purtroppo l’attuale federazione dimostra di non meritare questi talenti che, infatti, non sono stati convocati alle gare di Coppa del Mondo, con l’eccezione di Core, che ha comunque dovuto saltare la prima prova per "motivi politici".
Un vero scandalo che ha macchiato in maniera indelebile l’attuale dirigenza che, speriamo, venga rimossa quanto prima, come merita.

(Giovanni Cantamessa)