LA COPPA EUROPA GIOVANILE AD ARCO
Il commento di un genitore/accompagnatore

In qualità di genitore/accompagnatore del gruppo degli atleti italiani presenti alla IV prova del circuito di Coppa Europa giovanile svoltasi ad Arco gli scorsi 30 giugno e 1 luglio, vorrei esprimere alcune puntualizzazioni riguardo il resoconto della gara, presentato sul sito dell'organizzazione Rock Master, che secondo me non rende merito all'impegno dei giovani, che nelle diverse categorie hanno partecipato alla manifestazione. La squadra italiana era composta da 15 atleti provenienti da ogni parte della penisola, alcuni dei quali ( Francesco Forcella, Giovanni Lavanna e Luisa Marinari di Foggia)  avevano percorso oltre mille chilometri per raggiungere Arco. Al di là della splendida affermazione di Jenni Lavarda e della delusione (sic) rappresentata dalla mancata affermazione di Geo Proculakis, vorrei ricordare le posizioni raggiunte dagli altri giovani presenti alla gara nelle rispettive categorie. Nella B femminile Valentina Garavini (ai vertici di Coppa Italia adulti, la scorsa stagione) otteneva un discreto 13° posto, mentre Luisa Marinari e Angelica Reiner, alla loro prima uscita internazionale e con tutte le implicazioni, sia di carattere ambientale sia psicologico, che questo tipo di gare determinano, terminavano in coda alla classifica. Lo stesso discorso vale sicuramente per i ragnetti  Pfeifhofer, Watschingher e Barbieri mentre, Gabriele Moroni (altra delusione, per i signori di Arco) entrava in finale e terminava con un discreto 6° posto, alle spalle dei migliori, e consolidava la sua settima posizione in classifica generale di Coppa Europa. Nelle allieve era presente anche la brava ravennate Cinzia Donati, che mancava di un soffio la finale, conquistando un'onorevole dodicesima posizione. Buona anche la prestazione globale di Francesco Bariani tra gli allievi, solo 22° nella prima qualificazione, ma che nella seconda riusciva a piazzarsi sesto, battendo avversari di notevole preparazione ed esperienza e mancando di poco la finale. Nella stessa categoria Forcella, Lavanna e Auer, dovevano accontentarsi delle posizioni di coda. Al di là dei risultati finali penso che l'esperienza di Arco sia stato un banco di prova importante per ciascuno degli atleti presenti e che abbia dato loro la misura della qualità degli avversari a livello internazionale, innescando e  stimolando un processo di crescita sia a livello atletico che psicologico, che sicuramente li porterà a lavorare per migliorarsi.

Paolo Moroni
(5 luglio 2001)


LA REPLICA DELL'UFFICIO STAMPA DEL ROCK-MASTER

Accogliamo con piacere l'appunto del Signor Moroni a proposito del nostro commento sul sito ufficiale www.rock-master.com E' evidente che nessuno ha l'intenzione nè tantomeno l'interesse a sminuire il valore delle prove dei ragazzi (di tutti i ragazzi, non solo degli italiani, che in fondo non erano certo quelli più sottoposti alle angherie del chilometraggio). Il Circuito di Coppa Europa ha sicuramente una valenza educativa oltrechè sportiva ed è importante sottolinearlo, come d'altronde l'Organizzazione Rock Master ha fatto, chiamando tutti i ragazzi in Piazza Segantini ad applaudire i migliori. Un atteggiamento di rispetto raro e prezioso nei confronti degli atleti del nostro sport, che raramente ottengono un trattamento simile dalle organizzazioni di gara in giro per il mondo.  A prescindere da questo fondamentale momento di aggregazione, è importante però non disconoscere il valore agonistico assoluto della prova, perchè di una Coppa Europa si trattava, non di una gara promozionale. E' un dato di fatto che da questo circuito escano i campioni di domani ed è quindi logico che un ufficio stampa, collegato a tutte le testate europee, approcci i risultati con un ottica giornalistica che, è inevitabile, può apparire meno attenta alle "fatiche" dei gregari rispetto agli onori di chi si piazza sul podio. E'un destino ineluttabile, sia dei giornalisti sia degli sportivi che accettano di mettersi in gioco indossando un pettorale, qualunque età abbiano. E' invece tradizionale compito degli organi federali e dei loro organi informativi scendere nel dettaglio delle prestazioni degli atleti minori, per scandagliare a fondo tutta la realtà agonistica nazionale. E' bello, infine, vedere quanta attenzione ci sia attorno a queste gare, anche attraverso internet. Il movimento è in crescita, lavoriamo tutti, ognuno col suo compito, per far funzionare tutto sempre meglio. Cordialmente,

Andrea Gennari Daneri
per  www.rock-master.com
(6 luglio 2001)