PROCESSI DI CODIFICA IN ARRAMPICATA SPORTIVA

Questa ricerca svolta nell'ambito dell'arrampicata sportiva tenta di inferire dai risultati ottenuti quali possano essere i processi cognitivi coinvolti in questo sport; in particolare, in questo lavoro, verranno presi in esame i processi di codifica che gli atleti utilizzano quando devono studiare un percorso.

Nel primo capitolo si parla dell'acquisizione dei movimento, cioè di quali processi mentali siano coinvolti e di quali strategie di insegnamento siano più efficaci.

Nel secondo capitolo si parla del programma motorio, concetto fondamentale nell'apprendimento motorio e nello studio dei movimenti in generale. Sono illustrate anche le teorie che ne spiegano la formazione e il consolidamento. Successivamente, vengono citate le teorie che mettono in relazione il tipo di movimento (e quindi il relativo programma motorio) con le modalità di controllo.

Nel terzo capitolo verrà trattata la memoria a breve termine facendo riferimento, in particolare, al modello della memoria di lavoro di cui verranno presi in esame i due sottosistemi (il ciclo articolatorio e il taccuino visuo-spaziale).

Il quarto capitolo è dedicato alle teorie dell'oblio e sono prese in considerazione sia le teorie del decadimento della traccia sia le teorie dell'interferenza.

Il quinto capitolo prende in esame il sistema esecutivo centrale che, nel modello della memoria di lavoro, coordina e controlla l'attività dei due sottosistemi (ciclo fonologico e taccuino visuo-spaziale) che la compongono. Dato che l'esecutivo centrale è un sistema a capacità limitata si menzionano anche i casi in cui questo sistema si trova a dover controllare più operazioni contemporaneamente.

Nel sesto capitolo si parla della memoria di movimento facendo particolare attenzione alla memoria motoria a breve termine in quanto più ampiamente studiata rispetto alla memoria motoria a lungo termine.

Nel settimo capitolo è illustrato il rapporto tra memoria ed immaginazione; viene inoltre sottolineato lo stretto legame che esiste tra percezione ed immaginazione, indipendentemente dal tipo di immagini mentali.

Nell'ottavo capitolo viene preso in esame il rapporto tra livello di esperienza nello sport e strategie cognitive. Gli atleti esperti utilizzano, generalmente, strategie veloci, economiche ed efficaci, mentre gli atleti meno esperti utilizzano strategie cognitive più lente, più dispendiose e meno efficaci.

Nel nono capitolo si parla dell'allenamento ideomotorio, cioè della pratica mentale. Vengono illustrate le teorie che tentano di spiegare perché l'allenamento mentale, alternato a quello fisico, sia così efficace.

Nel decimo capitolo, dopo una breve premessa in cui si accenna allo svolgimento di una gara di arrampicata sportiva, viene illustrata la metodologia dell'esperimento e i risultati.

Nell'undicesimo capitolo vengono discussi i dati ottenuti in questa ricerca e, successivamente vengono presentate le conclusioni.
(Elisabetta Santangelo).