Tesi di Laurea: Impianto Sportivo a Casalotti - Roma
Introduzione
Nel 1997 il Comune di Roma indisse un
bando pubblico per l'affidamento in concessione di aree di proprietà comunale, in
varie zone della città, sulle quali privati realizzassero e gestissero
complessi sportivi polivalenti.
Tali complessi, per volontà del Comune,
dovevano avere finalità sociali e aggregative piuttosto che elitario -
commerciali. Essi dovevano servire varie zone periferiche di Roma meno dotate
dal punto di vista dei servizi.
Furono 11 le aree prescelte dal Comune:
tra queste, l'area appartenente alla 18a Circoscrizione, situata in
corrispondenza del bivio formato da via di Casalotti con via di Pantan Monastero,
circa un km a sud di via di Boccea e a poche centinaia di metri dal Fosso
Galeria, si trova in zona M2 (attrezzature di servizio) del P.R.G.
Nelle intenzioni del Comune, il nuovo
impianto doveva servire il quartiere di Casalotti.
L'oggetto di questo studio è stato il
progetto architettonico di un impianto sportivo da realizzarsi nella zona
suddetta.
Situazione
Urbanistica
Il quartiere Casalotti conta circa
32000 abitanti, è un quartiere sorto recentemente (negli ultimi due, tre
decenni) ed è attualmente quasi del tutto privo di attrezzature sportive, (se
si esclude la presenza di qualche campo di calcio a cinque).
Esso è situato nell’estrema fascia
periferica orientale di Roma (il
centro-città dista dal quartiere circa 12-13 km), è mal collegato al resto
della città e viene perciò a costituirsi quasi come un paese a se stante.
Il tessuto urbano del quartiere,
costituito principalmente da palazzine di non più di quattro piani, si dirada
fino quasi a dissolversi in prossimità della zona di intervento situata a sua
volta nel margine orientale del quartiere stesso.
Il dimensionamento e la tipologia
dell’impianto in oggetto sono stati frutto di considerazioni di vario tipo.
Il CONI, come ausilio alla
progettazione e al dimensionamento degli impianti sportivi, fornisce alcune
tabelle[1],
nelle quali vengono indicati, per vari tipi di palestre e piscine il numero di
utenti e la popolazione che può essere servita.
PALESTRE
|
Tipo attività |
Modulo 1 Pallavolo Educazione
fisica Tennis-Tavolo
Scherma |
Modulo 2 Modulo 1+ Pallacanestro Ginnastica |
Modulo 3 Modulo 1+ Pallamano Calcetto e
Hockey |
|
Presenze
contemporanee - praticanti - gare |
20 –30 |
30
-40 30 300
spettatori |
40
-60 30 500
spettatori |
|
Utenti
serviti |
600
– 900 |
900
- 1200 |
1200
- 1800 |
|
Ore
sport annuo |
60000
– 90000 |
90000
- 120000 |
120000
- 180000 |
|
Popolazione
servita |
6000
– 9000 |
9000
- 12000 |
12000
- 18000 |
PISCINE
|
Piscine |
Tipo "25" |
Tipo "33" |
Tipo "50" |
|
Vasche |
25
x 16.5 (h. 1.80) 12.5 x 6 (h.
0.80) |
33
x 21 (h. 1.80 - 3.00) 12.5 x 6 (h.
0.80) |
50
x 21 (h. 2 - 3)) 12.5 x 6 (h.
0.80) |
|
Utenti
contemporanei |
70
– 244 (max. legge) |
100
- 384 (max. legge) |
200
- 563 (max. legge) |
|
Utenti
serviti |
1500
– 3000 |
2000
- 4000 |
3000
- 6000 |
|
Popolazione
servita |
15000
– 30000 |
20000
- 40000 |
30000
- 60000 |
Alla luce di tutti questi dati, si è
scelto di progettare un impianto costituito principalmente da:
·
una piscina
"Tipo 25" e relativi servizi per atleti e per il pubblico;
·
una palestra
"Modulo 2" e relativi servizi per atleti e per il pubblico;
·
un bar
·
uffici amministrativi
·
un piccolo negozio di
attrezzature sportive: accappatoi, cuffie, scarpette, divise sociali ecc.
A
questi elementi è stata aggiunta una palestra per l' "Arrampicata
Sportiva", disciplina completa che interessa un numero di praticanti
sempre maggiore.
Tale
palestra si presenta divisa in due sale, una grande ed una più piccola; tale
disposizione consente agli atleti tanto la simulazione di competizioni
agonistiche, nelle quali a volte deve essere presente una zona di riscaldamento
separata dall'area di gara, quanto la relativa preparazione fisica
propedeutica.
Così concepito l'impianto non soddisfa
l'intera domanda potenziale del quartiere. Questa scelta è del tutto
intenzionale: nell'ambito dello stesso concorso, il Comune prevedeva infatti la
realizzazione di un altro impianto ubicato in zona. Nelle intenzioni del Comune
non è quindi un solo enorme impianto ma un sistema di servizi di dimensioni più
controllate e dunque più facilmente gestibili, che deve fronteggiare la
domanda.
Scelte
tipologiche
I motivi di certe scelte non sono stati
dettati soltanto dalle esigenze di opportuno dimensionamento urbanistico prima
illustrate.
Il criterio che più fortemente ha
influenzato queste scelte è stato quello di cercare di progettare un impianto a
più alta flessibilità d'uso possibile. Il bando di concorso del Comune, dando
priorità all'uso sociale dell'impianto da realizzare, richiedeva anche se non
esplicitamente, la realizzazione di impianti sportivi di base, tenuto conto che gli impianti sportivi vengono distinti
in:
1.
internazionali,
quelli in cui si svolgono manifestazioni sportive di ogni livello a prevalente
interesse internazionale;
2.
nazionali,
quelli in cui si svolgono manifestazioni sportive di ogni livello a prevalente
interesse nazionale;
3.
locali o di base, quelli in cui si svolgono
manifestazioni sportive di ogni livello ad interesse regionale o locale, attività
promozionali, pratica sportiva amatoriale e a livello scolastico;
I principali requisiti che ciascun
impianto di base deve possedere sono:
1.
consentire la pratica
contemporanea e/o differita del maggior numero di attività sportive (essere
quindi polifunzionale e/o polivalente)
2.
soddisfare esigenze
sociali anche di carattere non sportivo (convegni, mostre…).
Nel controllo dei limiti dimensionali
dall'impianto, ai fini di evitarne l’errato dimensionamento, la massima
flessibilità si è potuta ottenere con la palestra "Modulo 2" e con la
piscina "Tipo 25".
La palestra "Modulo 2"
consente infatti la pratica di sport come pallavolo, educazione fisica,
tennis-tavolo, scherma, pallacanestro, ginnastica, lotta, judo, pesistica,
boxe: basta soltanto di volta in volta approntare le necessarie attrezzature,
molte delle quali possono essere conservate nei magazzini presenti
nell'impianto stesso.
Questa palestra si presta poi benissimo
ad essere utilizzata per convegni e mostre per i quali utilizzare anche gli
stessi servizi di supporto alla palestra stessa: spogliatoi, atrî ecc.
La piscina "Tipo 25", se
prevista di profondità costante di 1,8 m è omologabile, in base alle
disposizioni della Federazione Italiana Nuoto (FIN) per lo svolgimento delle
seguenti gare:
·
nuoto in vasca corta
con otto corsie da m 2,00;
·
pallanuoto maschile
serie "C", "D" e giovanili;
·
pallanuoto femminile
serie "A";
·
sincronizzato
categorie esordienti
·
salvamento.
Ovviamente, oltre a queste attività
agonistiche "ufficiali" le due vasche che compongono le piscine
"Tipo 25", si prestano ad ospitare oltre le attività riabilitative, i
corsi per bambini piccoli e piccolissimi (sotto i 4 anni) e soprattutto le
nuove attività di "fitness" (che attirano tanti sportivi e che sono
praticabili praticamente da tutti), quali:
·
acquagym, ginnastica
in acqua;
·
bodygym, ginnastica
in acqua con attrezzi (pesetti, palla medica, ecc.);
·
acquastep,
esercizi dello "step" (il piccolo gradino da cui salire e scendere a tempo
di musica) riportati in acqua
·
acquaerobica,
ginnastica aerobica in acqua;
·
acquawalk,
marcia in acqua.
Alla
palestra e alla piscina di cui si è parlato si affianca una palestra (un po'
più specialistica) di "Arrampicata Sportiva". Questa scelta è stata
dovuta al fatto che la disciplina dell' "Arrampicata Sportiva" è una
disciplina completa ed è di grande interesse per il pubblico, come dimostra il
successo che riscuotono gli impianti temporanei, aperti a tutti, che vengono
installati nelle località turistiche e nelle grandi città nell’ambito di
manifestazioni sportive estive.
Anche questa palestra ha comunque un certo livello di flessibilità (seppur minore rispetto a piscina e palestra principale):può infatti consentire la pratica della ginnastica aerobica, dello "step" del "body building" che sono pratiche che non abbisognano di attrezzature difficili da posizionare o riporre.
Scelte
architettoniche
Per quanto riguarda le scelte formali
che hanno guidato lo sviluppo del progetto, sono stati considerati diversi
aspetti: dalla geometria del lotto, alla conformazione fisica dell’area
circostante, al significato delle varie tendenze dell’architettura
contemporanea ecc.
Rapporto
edificio - contesto
La zona interessata si trova ai
margini, ed in verità anche abbastanza distante, dal tessuto urbano fitto. Al
primo impatto il sito si presenta dunque come una zona piana totalmente priva
di vincoli (e dunque di suggerimenti) imposti dal costruito.
Gli unici vincoli da poter prendere in
considerazione sono stati quelli comunque presenti in qualsiasi sito: la
morfologia del paesaggio naturale e l’orientamento con la conseguente posizione
dell’asse eliotermico rispetto al lotto considerato.
Ha assunto allora particolare
importanza la presenza di tre dolci colline nei dintorni del lotto: due sono
situate a Nord ad una distanza di circa 400 m dall’area di progetto, mentre
l’altra è situata ad Ovest ad una distanza di 1 km circa.
Si è pensato subito ad instaurare una
sorta di dialogo tra l’edificio da progettare ed il paesaggio circostante così
gradevole: le sale di attività principali, (piscina e palestre) sono state
disposte in modo che da esse fossero ben visibili queste colline e si
instaurasse così un rapporto molto diretto tra esterno e interno dell’edificio.
Questo rapporto si è reso visibile poi
anche dall’esterno perché le parti più elevate dell’edificio “rispondono” alle
parti più elevate del paesaggio circostante. La fortunata disposizione
settentrionale delle colline ha permesso di aprire piuttosto liberamente nelle
sale di attività ampie vetrate verso Nord, senza il rischio di causare negli
spettatori e negli atleti, fastidiosi fenomeni di abbagliamento. Queste vetrate
sono protette rispetto ai venti più freddi provenienti da Nord dalle colline
stesse.
Ad ovest del lotto vi è poi una quarta
collina piuttosto ripida, che di fatto separa la zona di intervento dal nucleo
di Casalotti. Nel progetto questa collina è considerata come una quinta, verso
cui disporre il parcheggio a servizio dell’impianto e le parti meno “aperte”
dell’impianto stesso.
Nella parte sud dell’edificio, quella
rivolta verso via di Casalotti, cioè verso l’accesso principale al lotto, sono
stati posti l’ingresso principale, il bar e gli uffici amministrativi.
L’edificio è disposto in modo da
dividere il lotto in due parti: quella destinata a parcheggio e quella
destinata a parco della quale l’edificio, per la sua conformazione, viene ad
essere parte integrante.
E’ stata anche la particolare
conformazione del lotto (praticamente composto di un triangolo e di un trapezio
parzialmente accostati per un lato) a suggerire questo tipo di impostazione.
Da notare che proprio adiacente al
bordo orientale del lotto, vi è un fosso, affluente del fosso Galeria, lungo il
quale il progetto prevede la presenza di un filare alberato che ne rimarca la
sua qualità di “confine” del terreno e ne valorizza per quanto possibile la
presenza.
Caratteristiche
distributive
L’edificio presenta un ingresso comune per
atleti e pubblico; stanti le non eccessive dimensioni dell’impianto, si è
ritenuto opportuno non imporre ingressi separati cosa che è invece necessaria
oltre che obbligatoria nel caso di grossi impianti.
I percorsi tra atleti e pubblico si
separano una volta all’interno dell’impianto. L’atrio è infatti pensato come
una sorta di piccola piazza coperta nella quale c’è il banco delle
informazioni, iscrizioni ecc. , un negozio di articoli sportivi, l’accesso alla
zona riservata agli atleti, un bar (disposto su due livelli), ed infine scale e
ascensori per l’accesso al piano superiore dal quale si accede poi alle
gradinate.
La zona atleti presenta anch’essa un
atrio di distribuzione verso la zona spogliatoi piscina, la zona spogliatoi
palestre, il locale per le visite mediche – pronto soccorso, ed un’auletta per
le lezioni teoriche per i frequentatori dei corsi per subacquei o di
speleologia che si esercitano nelle palestre di arrampicata.
Tutti gli spogliatoi sono disposti in
modo da poter disporre di finestre verso l’esterno così che gli ambienti siano
meglio illuminati e, per quanto condizionati, anche meglio aerati.
Progettare gli spogliatoi con questo
criterio è stato abbastanza impegnativo per gli spogliatoi delle piscine per i
quali occorre, come noto, rigorosamente separare i percorsi a piedi nudi da
quelli a piedi calzati. Soltanto gli spogliatoi per gli istruttori delle
piscine non sono direttamente affacciati sull’esterno.
Per quanto riguarda le sale attività,
la zona piscine comprende oltre alla sala principale, anche un piccola palestra
per la ginnastica prenatatoria; al di sotto delle gradinate, vi sono poi gli
spazi ove riporre l’attrezzatura per lo sport: corsie, tavolette ecc.
La sala vasche comprende una vasca
grande da m 25 x 16.5 profonda 1.8 m ed una piccola da m 12.5 x 6 per 0.8 m di
profondità.
Tutte le sale di attività sono, insieme
all’atrio, coperte con una struttura portante in legno lamellare e rifinite
internamente con perlinato d’abete.
La copertura dell’atrio è inclinata e
lascia piovere in esso la luce dall’alto attraverso una vetrata rivolta verso
Nord.
Le travi in legno lamellare hanno,
tanto nella piscina che nella palestra principale, luci di circa 35 m e sono
conformate “a boomerang”.
Tra una trave e l’altra, al di sopra
dell’ultimo solaio, ma al di sotto della copertura delle sale principali, si
aprono delle vetrate che fanno penetrare luce riflessa dal soffitto delle sale
stesse.
Le
due sale per l’Arrampicata Sportiva, sono invece coperte da semplici travi in
legno lamellare rettilinee.
Per
quanto riguarda la zona palestre, questa comprende, oltre ovviamente agli
spogliatoi ed ai magazzini per le attrezzature situati sotto le gradinate, due
sale di attività: la palestra principale e quella di arrampicata sportiva.
Questa è in pratica formata da due volumi. Uno per l’arrampicata su grandi
pareti, l’altro più dedicato alla preparazione atletica. Quest’ultimo volume è
parzialmente suddiviso in due piani collegati da una scaletta a chiocciola. Il
piano superiore ha diretto accesso alla terrazza settentrionale dell’edificio,
riservata agli atleti che vogliano allenarsi all’aperto quando le condizioni lo
permettono.
L’edificio presenta infatti una
terrazza praticabile al primo piano, riservata all’attività sportiva all’aperto
(comprendente un piccolo campo di pallavolo pensile, e altri spazi per la
ginnastica generale) servita da una zona spogliatoi al piano collegata alla
zona spogliatoi principali tramite una scala ed un ascensore.
Al primo piano si situa anche tutto il
sistema di distribuzione del pubblico alle gradinate delle sale di attività
principali, nonché la zona uffici amministrativi dell’impianto ed il piano
superiore del bar. La zona centrale del primo piano, si affaccia sullo spazio a
doppia altezza dell’atrio principale. Su tale spazio a doppia altezza, si libra
un ponticello (sempre in legno lamellare) che rafforza e rende più diretto il
collegamento tra parte est e ovest dell’edificio.
Impostazioni
architettoniche
E’ stata conferita all’intero edificio
una configurazione articolata e rigida il meno possibile: essendo un edificio
sportivo è sembrato opportuno dare infatti un aspetto per così dire “ludico”
all’impianto, in sintonia con l’atteggiamento e l’approccio mentale di chi si
reca a fare dello sport.
I vari elementi dell’edificio non sono
legati tra loro da rigide relazioni gerarchiche ma concorrono, ognuno per le
proprie possibilità, a dare forma al tutto. Ciò nonostante l’ossatura portante
che comunque in qualche modo “misura” l’edificio, resta abbastanza semplice.
L’edificio “elenca” gli spazi e le
funzioni in esso contenuti e li denuncia all’esterno con sincerità, quasi a
rispondere alle caratteristiche di lealtà che la pratica dello sport richiede.
In questo edificio viene anche
sottolineato, ma senza la “muscolarità”
dell’ ”Hi-Tech” l’aspetto tecnologico e moderno dell’impianto, sia
attraverso la sua conformazione che attraverso l’uso di materiali come il legno
lamellare, i rivestimenti metallici, il vetro ecc.
Da queste premesse, la scelta delle
linee – guida per il progetto: certo espressionismo di Ben Van Berkel,
l’”espressionismo organico” di Gunther
Behnisch, ecc. non è stata che una logica conseguenza.
[1] Opuscoli: "Palestre modulari a costo programmato", "Piscine modulari a costo programmato", "Campi all'aperto modulari a costo programmato", editi a cura del "Centro studi impianti sportivi".